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Intervista a Claudia Landini, una delle fondatrici del progetto Expatclic PDF Stampa Invia
Scritto da Tatiana Di Federico   
venerdì 29 giugno 2007
Expatclic è un progetto rivolto a donne che vivono all’estero e che quotidianamente partecipano ad una comunità on-line in continua crescita, confrontandosi con le nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione (ICT).

Il sito, che attualmente conta circa 3000 visite al giorno, è nato dall'incontro di due donne: Claudia Landini, italiana all'estero dall'89, e Marie Lebegue, francese anche lei espatriata da tempo. Claudia e Marie si sono conosciute in rete e hanno deciso di creare un portale che fosse veramente internazionale e potesse raggiungere il più ampio numero di donne residenti all'estero, parlando loro in una moltitudine di lingue. Nell'ottobre del 2004 è stato lanciato Expatclic.com nella sua versione francese e in quella italiana. La sezione inglese è stata aggiunta nell'aprile del 2005 e quella spagnola nel novembre del 2006.

Tutto il lavoro è svolto volontariamente da donne che stanno vivendo all'estero rispetto al loro paese d'origine, o che vi hanno vissuto in passato, accomunate dalla passione per l'espatrio e dal confronto con altre donne e culture.

Il sito si compone di una parte redazionale e una parte interattiva costituita da forum multilingue. La parte redazionale è suddivisa in varie rubriche che affrontano una grande varietà di temi sempre legati all'espatrio: questioni pratiche, aspetti psicologici, problemi con i figli in espatrio, contatti con gastronomie e culture differenti.

I forum sono divisi in categorie, ciascuna delle quali è affrontata in ogni lingua. Nei forum si parla di tutto quello che rappresenta la vita all'estero, si scambiamo informazioni pratiche, consigli, si discute di cultura e di attualità.

Durante un incontro virtuale, Claudia Landini, ora residente in Perù, ha risposto ad alcune domande rispetto al significato ricoperto dalle ICT per l’espatrio femminile e per il suo progetto.

Claudia, tu sei partita nel 1989, quando le ICT, in particolare internet, erano ancora agli esordi. Le nuove possibilità offerte dalle ICT hanno cambiato il modo di viaggiare delle donne e la costruzione dell’identità femminile in tali circostanze?

Assolutamente sì. La qualità della vita delle donne espatriate (ma non solo, naturalmente) è migliorata incredibilmente con l'arrivo delle ICT. Internet ti permette di minimizzare le distanze, di sentirti vicina alle persone che ami, in qualsiasi paese risiedano, di poter comunicare col mondo esterno in maniera rapida e diretta. L'isolamento e la solitudine, elementi che pesano tantissimo nella vita delle espatriate, vengono davvero minimizzati con Internet. Anche il panorama professionale delle donne espatriate è cambiato: adesso si può studiare a distanza, cosa inconcepibile fino a qualche anno fa, e anche lavorare diventa molto più semplice.

Il sito web è stato realizzato da donne? In che modo Expatclic riesce ad essere attraente e user friendly per le donne?

Il sito è stato pensato e ideato da donne, ma la sua fabbricazione è ad opera di una compagnia francese in Marocco, che si serve di personale sia maschile che femminile. Per realizzarlo ci siamo basate quasi esclusivamente sulle nostre esperienze dirette di espatrio. Ci siamo chieste cosa ci sarebbe interessato trovare in un sito del genere, in rapporto al nostro vissuto. Il problema del sito è che gli argomenti da trattare sono talmente tanti e vasti, che si è dovuto per forza di cose "romperlo" in varie rubriche e a volte le visitatrici fanno un po' fatica ad accedere a tutti gli articoli. Per aiutare le donne ad orientarsi nell'uso dei forum mettiamo sempre dei messaggi esplicativi e le incoraggiamo a chiederci senza vergogna qualsiasi tipo di spiegazione. <

Pensi che vivere in espatrio possa portare ad usare maggiormente le ICT da parte delle donne rispetto alle normali condizioni?

Sicuramente, per il fatto che le donne espatriate hanno bisogno di tenersi in contatto con le famiglie e gli amici in maniera differente da chi lo fa stando in patria. C'è poi il fatto di voler restare in contatto con tutti gli aspetti del proprio paese d'origine: con Internet è diventato molto più facile mantenersi al corrente di quanto accade in patria. E poi torniamo al discorso del lavoro e dello studio. Studiare a distanza ha rivoluzionato la vita delle espatriate, è una possibilità incredibile che si è aperta.

L’organizzazione e la gestione del sito è condotta da donne che vivono in tutto il mondo e operano a distanza attraverso le ICT, quali sono i maggiori ostacoli incontrati?

La differenza di fuso orario. E' questo infatti che rende difficile l'incontrarsi tutte allo stesso tempo per delle conferenze, momento fondamentale per la crescita e lo sviluppo del sito. Con la crescita del numero di redattrici, incontrarsi nello stesso momento in rete diventa davvero problematico. L'altra difficoltà sorge nel momento in cui bisogna fare la formazione a una nuova redattrice su come usare il sito: farlo a distanza, magari in un'altra lingua, con una persona che ha una formazione informatica strettamente di base, diventa a volte una vera sfida.

Quali sono le peculiarità che distinguono l’esperienza dell’espatrio femminile da quella maschile e alle quali il sito fornisce un supporto?

Tutta la parte sentimentale ed emotiva dell'esperienza dell’espatrio, che una donna ha sempre voglia di discutere con altre donne. Agli uomini questo non succede, in generale. La forza dei nostri forum, ad esempio, sta nel fatto che le donne che li frequentano parlano davvero delle loro emozioni, dei loro problemi, delle loro gioie nell'esperienza. Le donne tradizionalmente si appoggiano molto di più tra loro di quanto facciano gli uomini, e il sito fornisce proprio uno spazio per farlo virtualmente.